Dott. Luca Traverso

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Aspetti terapeutici delle traslazioni narcisistiche

Periodo dello stabilirsi della traslazione

L’analista esperto, secondo Kohut, può cogliere il momento specifico in cui viene stabilita la traslazione narcisistica attraverso dei segnali specifici che riguardano i sogni e le associazioni.

Spesso la traslazione idealizzante è accompagnata da sogni d’angoscia in cui l’analizzando è alle prese con lo scalare una montagna e sensazioni spiacevoli quali il sentirsi impotenti  e senza un appiglio sicuro; oppure da associazioni concernenti preoccupazione religiose e filosofiche astratte relative all’esistenza o alla morte, che esprimono la paura del paziente che la sua individualità possa essere distrutta dall’intensità del suo desiderio di fondersi con l’oggetto idealizzato e di perdersi in esso.

La traslazione speculare o quella gemellare, invece, sono accompagnate da sogni angosciosi, come il cadere, o da fantasie di volare; o da associazioni con contento esibizionistico o voyeristico, che esprimono i bisogni e le necessità del Sé grandioso. Un altro segnale che indica lo stabilirsi di traslazioni speculari o gemellari è dato dalla presenza di un atto delinquenziale provocatorio o di una cosiddetta bugia sintomatica; in questo ultimo caso l’Io del paziente ha ceduto alle pressioni del Sé grandioso e si è assuefatto alla menzogna per garantire  successi al Sé, o ad un oggetto idealizzato che occupa una positzione di leadership rispetto al Sé grandiosso stesso (pseudologia fantastica).

Periodo dell’elaborazione

Il processo di elaborazione mira al ritiro graduale della libido narcisistica dall’oggetto arcaico investito narcisisticamente e porta all’acquisizione di nuove strutture e funzioni psicologiche tramite il passaggio degli investimenti dalla rappresentazione dell’oggetto e delle sue attività, all’apparato psichico e alle sue funzioni (interiorizzazione trasmutante attraverso la frustrazione ottimale). 

Per fare questo l’analista mantiene continuamente attivato il bisogno narcisistico infantile, e allo stesso tempo gli sbarra la strada della fuga regressiva, e gli impedisce la gratificazione, cosicché l’unica via aperta rimane quella della guarigione, della maturazione e dell’impiego realistico.

Secondo Kohut, dunque, la traslazione va assecondata, favorita, e interpretata solo a tempo debito per consentire un insight significativo al paziente; e l’analista deve assolutamente evitare un atteggiamento moralistico ed educativo.

Nel caso specifico della traslazione idealizzante, il processo di elaborazione concerne in modo specifico il ritiro degli investimenti idealizzati dall’imago parentale idealizzata e, nello stesso tempo, la costruzione all’interno dell’Io di strutture regolatrici delle pulsioni, e l’accresciuta idealizzazione del Super-Io.

Il processo di elaborazione della traslazione idealizzante deve riguardare una serie tipica di eventi:

  1. la perdita da parte del paziente dell’unione narcisitica con l’oggetto-Sé  idealizzato;
  2. il conseguente disturbo dell’equilibrio narcisistico;
  3. il successivo iperinvestimento di forme arcaiche dell’imago parentale idealizzata;
  4. contemporaneamente l’iperinvestimento del Sé psicocorporeo (autoerotico)   frammentato.

Nel caso della traslazione speculare o gemellare il processo di elaborazione mira ad un consolidamento del potenziale dell’Io all’azione (attraverso l’aumento del realismo delle ambizioni della personalità) e ad un rafforzamento dell’autostima realistica.

In questi tipi di traslazioni vanno comunque distinte due condizioni diverse:

  1. nella prima l’elaborazione riguarda una barriera orizzontale causata da rimozione e negazione;
  2. nella seconda l’elaborazione si rivolge ad un Sé grandioso escluso dal settore realistico della psiche attraverso una scissione verticale della personalità, ma presente nella coscienza (vedi lo schema che segue).

Lo schema seguente, tratto da “Narcisismo e analisi del Sé”, rappresenta le oscillazioni regressive che si verificano durante l’analisi dei disordini narcisistici di personalità, a partire dai diversi tipi di traslazione che si stabiliscono (la freccia tratteggiata indica un movimento regressivo che si verifica più raramente e che pertanto va confermato da altre osservazioni cliniche).

Aspetti terapeutici delle traslazioni narcisistiche

Controtraslazioni

Kohut analizza in dettaglio anche il problema della controtraslazione, ed in particolare descrive i diversi tipi di controtraslazione che si sviluppano in rapporto alle traslazioni speculari, gemellare e idealizzanti.

Qui sottolineiamo solo l’importanza, da parte del terapeuta, di aver risolto i propri conflitti narcisistici e di aver sviluppato un Sé coesivo maturo, in modo da riuscire a sopportare l’investimento  narcisistico da parte del paziente (rischio di sentirsi fusi con il paziente stesso), e il successivo disinvestimento che garantisce autonomia e sviluppo all’Io del paziente (rischio di frustrazione del proprio Sé grandioso onnipotente).

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