Dott. Luca Traverso

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Traumi, dalla vita personale agli attentati di Parigi: come proteggerci dalle paure e sentirci più liberi.

Pubblicato il 17 dicembre 2015 in Psicoanalisi, Salute e Benessere

 

I drammatici eventi del 14 novembre 2015 a Parigi hanno gettato dentro di noi  contenuti ed emozioni difficili da gestire: la paura di un evento catastrofico incontrollabile.

Questa paura spesso agisce dentro di noi in maniera implicita ed inconscia, finendo per incidere nella nostra quotidianità più di quanto crediamo. Tale meccanismo, secondo cui la nostra vita viene in qualche modo governata da contenuti inconsci è stata una delle più importanti rivelazioni della psicoanalisi.

Ad esempio un trauma vissuto durante l’infanzia può continuare implicitamente ad incidere nelle nostre relazioni e nelle nostra vita emotiva anche a distanza di molti anni; principalmente questo accade perchè le emozioni e gli stati affettivi vissuti durante il trauma vengono rimossi e/o scissi, delle volte insieme al ricordo del trauma stesso, a scopo difensivo. Tali contenuti rimossi o scissi continuano però ad agire dentro di noi ma in maniera inconscia, senza controllo.

Qualcosa di simile accade anche quando siamo esposti ad eventi traumatici che non ci riguardano direttamente in prima persona, come ad esempio i recenti attacchi terroristici: il nostro cervello di fronte a stimoli emotivi forti è programmato per aumentare la soglia dell’attenzione, per ampliare la conoscenza riguardo a possibili pericoli e minacce, al fine di poterli controllare, prevenire ed evitare.  Siamo attratti dagli stimoli emotivamente intensi, perchè le emozioni forti indicaano qualcosa di importante da comprendere.

Quante volte ci capita facendo zapping distrattamente in TV di soffermarci qualche secondo o qualche minuto in più su immagini ad alta attivazione emotiva: un bambino che piange, due persone che si picchiano, due persone che fanno l’amore, unl vecchietto da solo, un bagno sporco, una donna che piange disperata davanti una finestra mentre piove, ecc.
Dunque, come per la singola persona un evento terribile vissuto nel passato e non elaborato e integrato nel Sé finisce per governare molto più di quanto crediamo la sua vita, le sue relazioni, le sue scelte, così certi eventi che accadono nel mondo intorno a noi Influenzano  il nostro quotidiano. I meccanismi che sottendono a queste paure non sono quindi di natura razionale: infatti le probabilità statistiche di un attentato sono decisamente inferiori a quelle di un incidente stradale eppure esso ci spaventa e limita la libertà molto di più!

Altrimenti sarebbe valida la conclusione cui giunge lo statistico che, avendo paura di un attentato sull’aereo, per evitarlo si porta una bomba a bordo, perché le probabilità che cile ne siano due sullo stesso aereo sono praticamente nulle!

Aver vissuto il 14 novembre attraverso le immagini televisive, i racconti, le foto, i filmati, ci ha esposto ad una serie di stimoli emotivamente intensi ed attivanti. Questo accade anche per le immagini di propaganda dell’Isis, ma anche per i video, le foto e i selfie postati sui social network, per le pubblicità ed i banner dei vari portali dei siti Web: siamo esposti a stimoli estremi, ad emozioni dopate –  sesso, violenza, dolore… – che catturano la nostra attenzione e che finiscono per governarci implicitamente.

Un po’ come accade nel Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD), un disturbo d’ansia dissociativo, in cui l’aver vissuto in prima persona con passività ed impotenza, il reale pericolo di vita nostro o di un nostro caro, comporta l’attivazione di elevati livelli di ansia e paura correlati a disturbi neurofisiologici ed emotivi, tali da portarci ad evitare tutte le situazioni potenzialmente simili all’evento traumatico vissuto, spesso in maniera inconsapevole.

Di questi meccanismi ovviamente ne sono a conoscenza anche colore che operano nella comunicazione commerciale e propagandistica, terroristi, politici, giornalisti, che la utilizzano per orientare e controllare le scelte e le vite delle persone.

Come difendersi? Come proteggerci?

Aumentare la conoscenza di noi stessi, del funzionamento psichico e la consapevolezza di Sé  è l’unica via per renderci liberi dalle paure derivanti da eventi traumatici, relegarle nel passato ed essere liberi di pensare che il futuro non sia già scritto o vissuto ancora all’ombra del passato.

Gli eventi traumatici hanno infatti due caratteristiche peculiari: la sensazione di impotenza e passività con la quale si vivono e l’essere sempre presenti dentro di noi, come una catastrofe imminente, una sensazione di pericolo costante.

Rispetto ai traumi individuali e personali la psicoterapia rappresenta l’intervento migliore, consente di esplorare vissuti, integrare le emozioni rimosse e aumentare la consapevolezza di sé; parafrasando Freud: “portare il conscio dove vi era l’inconscio” e continuando con Jung “chi non porta il conscio dove era l’inconscio continua ad essere da esso governato e finisce per chiamarlo destino”.

Per quanto riguarda invece gli eventi catastrofici che accadono nel mondo mediati dalla comunicazione,  possiamo proteggerci limitando l’esposizione ad immagine con contenuti estremi,  controllando la nostra pulsione di attrazione voyeristica, diversificando le fonti di informazione, cercando di creare una nostra personale rappresentazione dell’evento stesso,  analizzando cosa evoca in noi rispetto al nostro passato e concentrandoci sulla vita presente, su quello che viviamo nel qui ed ora senza fuggire in tempi futuri.

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